Del Regno profilo aziendale Del Regno Sede Centrale
L’azienda nasce nel 1991, da sempre svolge attività di consulenza, progettazione e realizzazione di ambienti tecnici per uffici in genere, secondo la formula del “GENERAL CONTRACTOR” con la quale si propone alla clientela, come interlocutore unico in grado di dare una risposta professionale e competitiva alle più svariate esigenze.
In particolare con questo servizio si intende equilibrare gli standard qualitativi ed estetico formali con le esigenze di ottimizzazione ed economicità del mercato.

L'esperienza acquisita in questo periodo nella gestione di contratti "chiavi in mano", la massima cura e la professionalità in ogni fase del progetto, rendono la nostra Azienda un interlocutore sicuro ed affidabile.

La nuova sede di Orbassano, dove si concentrano magazzini, uffici e show-room, si sviluppa su un'area di 7000 m2 di cui 4000 coperti.
Controsoffitti

Per dare una risposta ad una committenza estremamente evoluta, con esigenze complesse ed articolate, nel programma rientrano una serie di opere e prodotti che, in relazione con le caratteristiche estetiche e di funzionalità, sono in linea con i valori emergenti di sicurezza, biocompatibilità, abitabilità e comfort.
Seguendo un percorso metodologico, i servizi ed i prodotti offerti si distinguono in:

  • Ristrutturazione edile
  • Impianti tecnologici
  • Controsoffitti
  • Pavimenti
  • Partizioni interne
  • Decorazioni
  • Arredi
  • Tendaggi
  • Accessori

Il sistema di gestione dei progetti avviene attraverso un’accurata pianificazione dell’operatività.
I processi che intervengono, al fine di assicurare alla clientela un elevato standard qualitativo, si possono distinguere in:

  • Studio preliminare di fattibilità
  • Offerta tecnico-economica
  • Progetto esecutivo
  • Pianificazione degli interventi
  • Controllo finale
  • Assistenza e garanzia post-vendita

 

 
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Il cartongesso è un materiale edilizio. Risulta attualmente uno dei materiali più usati nell'edilizia leggera data la sua velocità di applicazione e le sue particolari doti termoacustiche. Si vende in pannelli di 1,2x2 metri anche se si possono trovare di diverse misure come 1,2x3.. Il suo spessore varia in base all'applicazione richiesta,infatti esistono decine di pannelli di diverse caratteristiche. In Italia, lo spessore più diffuso, reperibile nei centri di bricolage, è di 12,5mm (pari a mezzo pollice). Oltre alle proprietà termoacustiche, ricordiamo anche quelle ignifughe e quelle idrorepellenti.
Solitamente una parete in cartongesso può avere uno spessore di 8-10 cm, comprendente due lastre esterne di cartongesso e un'intercapedine solitamente riempita di materiale isolante e/o fonoassorbente. Un controsoffitto o una controparete di appena 1-2cm.

Storia
La grande diffusione e facilità di reperimento del gesso minerale ha sempre favorito, fin dai primordi dell’architettura, lo sviluppo di tecniche costruttive basate sul suo impiego. Già le popolazioni più antiche, come i Babilonesi, i Caldei e gli Egizi, conoscevano bene l’arte del gesso, la quale neppure si perse successivamente nel corso della storia, tanto da raggiungere il suo culmine durante il periodo Barocco e Rococò.
Oggi il gesso è ampiamente utilizzato sia per realizzazioni decorative cui il materiale ottimamente si presta, sia in qualità di intonaco, di legante, di blocco monolitico da costruzione.
A partire dalla fine del secolo scorso, poi, fu ideato negli Stati Uniti un nuovo e rivoluzionario ciclo di produzione industriale ove il gesso si proponeva sotto forma di lastre omogenee di basso spessore ed in abbinamento a strati di cartone di armatura. Si dava luogo in tal modo ad un’efficace tecnica costruttiva, basata sul principio di un’orditura metallica di supporto e un rivestimento con le nuove lastre di gesso, al fine di realizzare elementi di separazione verticale (pareti e contropareti) ed orizzontale (controsoffitti) all’interno degli edifici. Da allora l’evoluzione del prodotto non ha conosciuto tregua, apportando trasformazioni sia alla natura della lastra che migliorie alle tecniche di posa, per la cui effettuazione sono stati messi a punto nel corso degli anni accessori appositi ed elementi complementari specifici.
L’utilizzo del gesso come materiale da costruzione è sempre stato piuttosto diffuso, in relazione anche alle locali tradizioni fabbricative. Gli operatori, infatti, ne hanno sempre apprezzato le qualità per la rasatura delle pareti, per realizzazioni di decori a stampo, oppure la sua facilità di lavorazione e fluidità dell’impasto per impieghi in funzione di legante.
Negli ultimi decenni del secolo scorso, tuttavia, negli Stati Uniti si cominciarono ad effettuare le prime prove per ottenere, in alternativa a manufatti in amalgama di catrame e carta-paglia, delle lastre in gesso rivestito da ambo i lati con dei fogli di cartone. Con questi primi tentativi, si cercò di ottenere un prodotto di facile e veloce applicazione quale rivestimento interno alla tradizionale struttura in legno delle abitazioni americane.
Tali tentativi ebbero pieno successo, la lastra fu rapidamente brevettata e fece la sua comparsa in Europa nel corso della prima guerra mondiale. La sua diffusione fu inizialmente circoscritta alle nazioni più settentrionali, dove la tecnica costruttiva delle abitazioni, a telaio di legno, meglio si adattava alle sue applicazioni.
Successivamente, ed in tempi più recenti, le lastre in gesso rivestito si diffusero nel resto d’Europa, per approdare agli albori degli anni sessanta anche in Italia e poi nei Paesi dell’area mediterranea.

Produzione
L’ampia distribuzione e la grande disponibilità di gesso minerale in natura sono alla base della sua antica applicazione in edilizia. I depositi naturali sono diffusi un po’ ovunque: in Italia vi è abbondanza di giacimenti di buona qualità. Molti di essi sono oggetto di attività estrattiva.
La materia prima, una volta estratta dalla cava viene depositata in opportune aree di stoccaggio in prossimità degli impianti di trattamento, ove viene frantumata, macinata e poi vagliata. La disidratazione avviene in forni, dove il materiale viene portato a cottura per temperature intorno ai 160 °C. Vengono poi eseguiti ulteriori trattamenti i quali, tra l’altro, servono a selezionare le caratteristiche del prodotto in funzione dei suoi impieghi.

Il cartongesso è un materiale molto versatile costituito da gesso di cava racchiuso tra due fogli di cartone.
Nell'ambito delle costruzioni il cartongesso si caratterizza per soluzioni veloci ed economiche dato che i prezzi non sono proibitivi sebbene i lavori realizzati con tale materiale durino nel tempo. Trova applicazione nella divisione di ambienti, per eseguire controsoffitti, nonché per risolvere problematiche particolari come la presenza di umidità. In questo ultimo caso e per la stanza da bagno e l'ambiente cucina bisogna utilizzare pannelli idrorepellenti.
In commercio troviamo lastre di spessore che varia da 1cm a 2cm di varie misure (120cmx200cm, 120cmx250cm, 120cmx300cm, ecc) e con diverse caratteristiche. Ci sono pannelli di cartongesso resistenti al calore, al fuoco, e quelli coibentati particolarmente adatti ad isolare l’umidità o per costruzioni esterne.
Una volta realizzate, le pareti di cartongesso possono essere regolarmente tinteggiate con tempere, smalti, carte da parati, dopo essere state trattate con un isolante.

Vediamo come realizzare una parete divisoria di cartongesso:
Stabilito dove si intende costruire una parete divisoria, è opportuno, come prima operazione, tracciare sui muri laterali, sul soffitto e sul pavimento delle linee guida.
Occorre realizzare lo scheletro della parete detta anche struttura portante che viene costruita con profili di legno o di metallo.
Immaginando di voler realizzare una struttura di legno, è necessario munirsi degli attrezzi necessari: una sega, una taglierina per il taglio dei pannelli di cartongesso, una livella, un filo a piombo.
Serve poi il materiale da acquistare presso un negozio di bricolage: tasselli ad espansione, chiodi da carpentiere e travi in legno per la struttura portante, pannelli di cartongesso e viti autofilettanti per il rivestimento e stucco e pittura per rifinire la parete.
La sezione di profili viene calcolata in base allo spessore delle lastre di cartongesso da sistemare sui due lati della struttura ed allo spessore della parete divisoria che si intende realizzare (Lo spessore di una parete standard è di 12 cm)
Si passa a sistemare lungo tutte le linee guida tracciate in precedenza un travetto, da fissare con tasselli ad espansione.
A questo punto è necessario tagliare sulla trave fissata al pavimento lo spazio necessario alla realizzazione della porta. Per poter sistemare il telaio della porta è necessario fissare due traverse verticali adiacenti alla struttura portante costruita per la parete utilizzando chiodi da carpentiere da 8/9 cm circa. Il vano che accoglierà la porta viene rinforzato con una traversa orizzontale tra le due verticali.
Finito il vano della porta vengono posizionati montanti verticali da fissare alla travi poste rispettivamente al soffitto e sul pavimento ad intervalli di 60/80 cm.
Tra i montanti vengono inserite altre traverse orizzontali (ad una distanza che tiene conto della dimensione dei pannelli di cartongesso) fissate con chiodi da carpentiere.
Si realizza in tal modo una intelaiatura in legno a scacchiera che serve per sorreggere i pannelli di cartongesso.
Non resta che attaccare alla struttura portante costruita i pannelli di cartongesso con viti autofilettanti.
Si passa poi a stuccare, le giunture dei pannelli ed i segni lasciati dalle viti autofilettanti, che devono essere avvitate in modo tale da lasciare una piccola rientranza.
A questo punto la parete è pronta per essere tinteggiata o accogliere mattonelle.

Per distribuire meglio gli spazi della vostra casa avete deciso di costruire da soli una parete divisoria per ottenere da un locale grande due più piccoli e funzionali.

Il sistema di costruzione a secco con lastre di cartongesso è una soluzione rapida e semplice, durevole, economica.
Il cartongesso è un materiale costituito da uno strato di gesso di cava racchiuso fra due fogli di cartone speciale resistente ed aderente; è un prodotto ecologico
Si dice cartongesso ma se ne possono individuare diversi tipi, semplificando: standard, ad alta flessibilità (per superfici curve), antifuoco (trattato con vermiculite o cartoni ignifughi), idrofugo, con elevata resistenza all'umidità o al vapore acqueo, di tipo fonoisolante o ad alta resistenza termica, resistente agli urti...
L'uso del cartongesso permette quindi un alto numero di soluzioni ed un elevato comfort termico ed acustico negli ambienti realizzati.
In cartongesso si possono eseguire controsoffitti, che possono essere piani e sagomati oppure, come nel nostro caso, pareti divisorie.
Tali pareti possono anche permettere l'alloggiamento di impianti tecnici e l'inserimento di materiali termo-acustici.
Per esempio, le lastre di cartongesso accoppiate a pannello isolante in fibre o polistirene estruso, permettono di creare delle contropareti di tamponamento che risolvono i problemi di condensa o di umidità.
Veniamo dunque alla nostra parete divisoria e ipotizziamo il più semplice dei lavori.
Sono tre gli elementi utili per costruire una parete in gesso rivestito: 1) lo scheletro in metallo  (o in legno) autoportante 2) il tamponamento in lastre in gesso rivestito singole o accoppiate 3) l’isolante interno.
Lo spessore della parete, può variare in base all’utilizzo di una o più lastre poste da ambo le parti del telaio, o in base alle particolari soluzioni che desiderate adottare; la parete “semplice” ha spessore di 12,5 mm.
Dovete predisporre il progetto. E' necessario informarsi dal rivenditore sulle dimensione dei pannelli (reperibili in una gamma di spessori e misure), per poter dimensionare le nuove pareti in modo tale da ridurre al minimo i tagli delle lastre, e dimensionare le aperture per le porte in base a quelle disponibili sul mercato e controllate che siano forniti di bordi bisellati o squadrati.
I bordi devono essere smussati per agevolare il trattamento dei giunti “testa a testa” sia nelle pareti che nei controsoffitti ed essere fissate mediante viti e tasselli all'orditura di supporto.
Prima dell'intervento è opportuna una valutazione completa dello stato dei luoghi e delle caratteristiche ambientali, eventuali imperfezioni parete ecc....
Se una delle pareti è irregolare o se uno dei bordi del pannello non cade sull'asse del montante in legno sottostante bisognerà rifilare il pannelo stesso in modo che combaci con la parete e con la traversa.
Inizieremo dallo scheletro: abbiamo scelto, in questo caso, di realizzare l'ossatura in legno. Procediamo quindi a rivestire lo scheletro con i panneli infine dovremo stuccare e pitturare la nuova parete creata (La struttura portante potrà essere realizzata anche con profili metallici).
Il primo passo prevede di mettere su carta il progetto dell’intelaiatura.                            

Occorrono traverse in legno di sezione almeno 12X6 cm.. Ovviamente si possono utilizzare travetti anche più sottili, ma la strutturà risulterà più debole ed occorrerà necessariamente ricorrere ad angolari in ferro in corrispondenza delle giunzioni per garantire un’adeguata rigidità alla struttura.  
 
Ci vogliono chiodi da carpentiere da 10 cm per fissare i montanti in legno e quelli per il cartongesso di lunghezza adeguata allo spessore dei pannelli.
Ci vogliono anche una sega e una taglierina per il taglio dei listelli in legno e dei panneli in gesso
Sono necessari tasselli ad espansione per il fissaggio dei traversi, una livella e un filo a piombo.
Eventuali angolari ad “L” con relative viti.
Porta con telaio
 
Adesso possiamo procedere:
 
1) identificata la posizione per la parete divisoria dobbiamo tracciare le linee guida sulle pareti laterali e sul soffitto e verificare con il filo a piombo la coerenza delle posizioni scelte.
2)Possiamo ora sistemare sul pavimento una traversa di legno segnando sulla stessa le posizioni dei montanti verticali ( solitamente interasse dai 50 a 70 cm ).
La trave base dell'ossatura, sul pavimento può essere siliconata ad esso.
 
3) Ricordarsi di tracciare il vano porta che dovrà essere di larghezza superiore alla stessa apertura.
Lasciare comunque anche uno spazio di più di mezzo centimetro di gioco tra il telaio e i montanti  
4)Fissare con i tasselli ad espansione un travetto in corrispondenza della linea guida tracciata sul soffitto.
 
5) Verificare con una livella o con un filo a piombo che il traverso a soffitto sia sulla stessa verticale di quello a pavimento.
  
 
6)Misurare la distanza fra i due listelli appena posizionati e tagliare a misura gli alri due listelli che dovranno essere fissati, con tasselli ad espansione, alle pareti.
 
7)Tagliare la trave a pavimento, dove è prevista la realizzazione del vano porta e fissare due traverse verticali ai lati del vano porta fermandole con i chiodi da carpentiere
Posizioniamo due listelli ai lati del taglio; su di essi fisseremo il telaio della porta. Per individuare correttamente la posizione dei listelli posizionare il telaio della porta prima di inchiodare i listelli ai travetti del pavimento e del soffitto.
8)Ora possiamo riforzare il vano che ospiterà la porta con una traversa orizzontale che andrà posizionata ad altezza pari agli altri vani più il doppio dello spessore del telaio della porta 
Potete utilizzare una porta a già munita di cerniera sul posto d’acquisto dotarla di maniglia e fissarla ad un falso stipite.
E possibile inchiodare degli stipitini in legno, accuratamente tagliati su misura, tutto intorno alle battute della porta.
 
9)A distanza di 60 cm l’uno dall’altro posizioneremo i montanti verticali che andranno fissati con i chiodi ai travetti posti sul pavimento e sul soffitto.
10)A questo punto si inseriscono fra i montanti verticali delle traverse orizzontali lunghe 60 cm fissandole con dei chiodi. Questi listelli dovranno essere preferibilmente posti ad una distanza di 1.2 m o 1.35 m dal listello fissato a pavimento (dimensione del pannello isolante 1200x600 mm oppure 1350x600 mm). 
Ora che lo scheletro è completo si può montare il cartongesso in orizzontale o in verticale. Il metodo orizzontale è quello più maggiormente diffuso e quello più economico.
Per tagliare il cartongesso effettuare con il cutter un’incisione diritta e decisa (aiutandosi con un asticella) sulla superficie del pannello. Forzare il pannello in (posizionarlo a sbalzo su un asta) in modo da farlo cedere lungo l’incisione.
Procedere a fissare i pannelli dello spessore di 1,25 Cm. all’intelaiatura tramite viti autofilettanti lunghe 3,5 Cm.
Avvitare le viti tanto quanto basta per poter successivamente stuccare i fori da loro creati.
 
I pannelli vanno posati iniziando dal soffitto sfalsando i giunti nei successivi e nascondendo il bordo del pannello a pavimento con il battiscopa.
E' consigliabile mantenere leggermente sollevato da terra il pannello più prossimo al pavimento, per evitare che assorba umidità.
Per la posa in verticale si inizia il montaggio iniziando dal primo pannello a filo del vano porta e continuando con gli altri verso le pareti.
Ora che la nostra parete è pronta basta rifinire il cartongesso con lo stuccatura dei giunti
Per stuccare le giunture tra i pannelli si può posizionare preventivamente una retina adesiva a cavallo delle stesse, con lo scopo di evitare che in futuro si formino delle crepe, decisamente antiestetiche.
Per le stuccature non comperate del gesso puro che ha un tempo di essiccazione molto ridotto che rende difficile la lavorazione. Chiedere della colla gessata o dello stucco a base di gesso con tempo di essiccazione superiore alla mezz’ora.
Nel caso in cui vogliate tinteggiare la parete, prima di procedere con la normale tinteggiatura, trattare i muri nuovi con un isolante, come si fa con i muri finiti a gesso mai tinteggiati.
La nuova superficie è pronta a ricevere oltre alla tinteggiatura, tappezzeria e rivestimenti di ogni tipo:quindi, tempere, smalti, carte da parati, rivestimenti in ceramica, ed altri ancora.
L’ultima operazione: applicare, sia all’esterno che all’interno, il battiscopa in legno di forma e colore simile a quello già esistente sulle altre pareti.
Si possono così costruire pareti ad elevatissimo isolamento acustico, pareti ad alto isolamento termico, pareti per la correzione delle onde acustiche, resistenti all'umidità, al fuoco… resistenza al fuoco R.E.I. (che indica la capacità del tramezzo, del controsofitto, del rivestimento, di mantenere inalterate le caratteristiche per un tempo variabile da un minimo di 15 minuti (REI 15) fino ad un massimo di 180 minuti (REI 180) sotto l'azione del fuoco).

Il controsoffitto è un'opera edile costituita da una superficie piana dalla struttura leggera, posta al di sotto del soffitto, che determina una diminuzione dell'altezza utile del locale interessato. Il controsoffitto può realizzarsi per rispondere ad esigenze estetiche, per eseguire un rivestimento con materiale termoisolante, fonoassorbente e/o fonoisolante o resistente al fuoco, ed è utilizzato anche per ospitare, nel vano che si viene a creare tra lo stesso e il soffitto, uno o più impianti. Per estensione si definisce comunemente "controsoffitto" sia l'opera edile in sé appena descritta, sia il vano che questa realizza tra la stessa e il soffitto.

I Controsoffitti giocano un ruolo cruciale nella funzionalità, nelle prestazioni, nella sicurezza e nell'estetica di un ambiente tecnico.
Le ragioni che portano al loro utilizzo sono:

  • Formare un intercapedine ispezionabile per nascondere e acconsentire il passaggio di impianti tecnologici.
  • Nascondere gli inestetismi di vecchi solai
  • Migliorare l'acustica degli ambienti
  • Proteggere dal fuoco
  • Integrare e ottimizzare l'illuminazione

    Impianti
    L'impianto più tipicamente ospitato nel vano realizzato da un controsoffitto è quello di illuminazione. I corpi illuminanti sono ancorati alla struttura originaria e il controsoffitto, se reso ispezionabile (il caso più diffuso è quello dei "controsoffitti a quadrettoni" o "a cassettoni"), evita di dover realizzare impianti elettrici sottotraccia che rappresentano la soluzione più tradizionale, ma evidentemente meno flessibile, per risolvere il problema insieme estetico e pratico del transito dei fili che collegano le varie terminazioni dell'impianto.
    Altri impianti possono essere ospitati nel vano realizzato dalla controsoffittatura: l'impianto di condizionamento, l'impianto di aerazione forzata l'impianto antincendio, di rilevamento fumi, ecc., secondo modalità analoghe a quelle descritte per l'impianto di illuminazione. Il controsoffitto può anche servire per il semplice passaggio di collegamenti orizzontali di qualsiasi altro tipo di impianto che serva o meno il locale del quale effettua l'attraversamento.

    Vantaggi
    I vantaggi, come già detto, sono dati dalla possibilità di permettere il passaggio di impianti e collegamenti orizzontali di qualsiasi tipo, con un'ottima resa estetica, garantendo una flessibilità e un'ispezionabilità che generalmente ripagano dei costi di realizzazione, specie se i locali hanno un uso commerciale o ad uffici, nei quali le suddette caratteristiche risultano di importanza fondamentale.
    Altri vantaggi possono derivare dalla possibilità di avere un "naturale" isolamento termo-acustico per effetto della camera d'aria che si viene a creare realizzando il controsoffitto, ma, soprattutto in relazione al materiale utilizzato per effettuare lo stesso controsoffitto, si possono ottenere risultati in termini di isolamento termico, resistenza al fuoco, isolamento acustico o fonoassorbenza i cui limiti e caratteristiche dipendono solo dalla volontà progettuale. Per quest'ultimo motivo la controsoffittatura è largamente usata per locali adibiti a sale conferenze, teatri, cinema, auditorium, ecc.

    Realizzazione
    La tecnica di realizzazione prevede spesso l'utilizzo di una struttura metallica (alluminio, acciaio) leggera che forma un reticolato sul quale vengono fissati (incollati, avvitati, o più spesso assemblati mediante apposite squadrette), o talvolta semplicemente appoggiati, i pannelli di materiale anch'esso molto leggero (fibre minerali, lana di roccia, lana di vetro, sughero, ecc.) e maneggevole, specie se pensato per rispondere a requisiti di fonoassorbenza per la quale è fondamentale il requisito di porosità. Alternativamente, se l'ispezionabilità non è un requisito essenziale e si deve rispondere esclusivamente ad esigenze estetiche, si fa ricorso al cartongesso, materiale leggero ed estramemente modellabile che si addice anche per eseguire controsoffittature parziali.
    Il controsoffitto si presta ad essere utilizzato in interventi di recupero e di restauro proprio per la semplicità di montaggio, leggerezza e modellabilità dei componenti utilizzati.

    Cenni storici
    Il ricorso ai controsoffitti per utilizzo domestico è stato ripreso solo recentemente, dettato dall'esigenza di coprire tubazioni ed impianti che necessariamente non potessero essere alloggiati all'interno dei solai e quindi risultare "a vista".
    Prima di questa rinnovata richiesta, data soprattutto da esigenze impiantistiche oggi più articolate, e prima della diffusione dell'utilizzo di solai in latero-cemento, era abituale l'uso della controsoffittatura con "camera a canne", che oggi possiamo ancora vedere in edifici vecchi di almeno 40 anni. I tradizionali solai in legno venivano coperti all'intradosso da una struttura leggera, anch'essa in legno, sulla quale veniva disposto un letto di canne appiattite e intrecciate e ricoperte a loro volta di uno strato di intonaco.
    Questa tecnica consente di dare uniformità alla superficie inferiore dei solai a struttura lignea e ha permesso, per secoli, di realizzare anche superfici più complesse (volte a botte, volte a vela), per mezzo di opportune centine.

E’ possibile realizzare un controsoffitto su qualsiasi tipo di supporto purchè si sia individuata la corretta tecnica di posa e la lastra idonea. I controsoffitti in cartongesso possono essere eseguiti semplicemente realizzando prima un’adeguata struttura metallica (pendinata alla soletta esistente o autoportante) e poi fissando le lastre all’orditura, magari inserendo prima nell’intercapedine del materiale isolante. Possono dunque essere progettati e realizzati interventi specifici anche ad elevato contenuto tecnologico e sempre di semplice realizzazione, purché se ne curi il dettaglio sia in sede progettuale che costruttiva. Uno dei maggiori vantaggi del Sistema a Secco consiste infatti nel poter variare le stratigrafie di pareti, contropareti e controsoffitti fino a soddisfare, ogni volta, i requisiti di Progetto.

Il controsoffitto è una soluzione efficace che può essere estesa a un solo ambiente di una casa o a tutta quanta l’abitazione (o ufficio), per ovviare all’ingombro di fili, per creare un’illuminazione diversa, per celare il sistema di riscaldamento o condizionamento, per ottenere isolamento acustico o semplicemente per necessità estetiche.
Sono tanti i vantaggi che possono derivare dalla realizzazione di un controsoffitto, laddove possa essere fatto, e sono anche diversi i modi di costruzione, finalizzati alle funzioni del controsoffitto stesso. In questo articolo una panoramica di vantaggi, funzioni e materiali per la realizzazione.

Cos’è un controsoffitto?
Come dice la parola, il controsoffitto è un secondo soffitto: una superficie che può essere realizzata con diversi materiali, che viene posta qualche centimetro al di sotto del soffitto vero e proprio, ma che costituirà visivamente il soffitto finale. Solitamente si tratta di una superficie piana, avente struttura leggera e che per le caratteristiche di cui sopra, abbassa di alcuni centimetri l’altezza complessiva dei locali adibiti all’abitazione. Il termine controsoffitto non indica solo l’opera edile in sé, ma anche il vano stesso che si viene a creare tra il soffitto e la seconda superficie realizzata al di sotto.

Qualche reminiscenza storica alle origini del controsoffitto
La controsoffittatura non è una tecnica nuova. In passato, anche qualche secolo fa, i controsoffitti venivano utilizzati per ottenere particolari effetti estetici, come le volte a botte o le volte a vela.
La controsoffittatura allora veniva detta “con camera a canne”: i solai tradizionali in legno venivano coperti da una struttura leggera sempre in legno, sui cui veniva appoggiato un letto di canne appiattite e ricoperte anch’esse da uno strato di intonaco. Tale tecnica dava uniformità alla superficie lignea, e creava la base per la realizzazione delle sopra citate tecniche decorative, come le volte a botte e a vela.

Nel XX secolo la controsoffittatura è stata molto utilizzata, anche nelle case più modeste: assi di legno ricoperte di tela, fornivano le abitazioni di un controsoffitto di una soluzione alternativa all’intonaco mancante, forse troppo costoso. Il controsoffitto aveva quindi la funzione estetica di nascondere la nuda pietra. La tela poi veniva comunque pitturata, come se il soffitto fosse stato intonacato. La controsoffittatura, scomparsa per qualche tempo, è tornata in voga da qualche anno proprio per la richiesta crescente, dovuta alle innovazioni tecniche e tecnologiche, di trovare soluzioni per inserire impianti e illuminazioni adeguate e personalizzate per ogni ambiente, anche grazie all’utilizzo di materiali versatili e duttili come il cartongesso o il latero-cemento

I vantaggi del controsoffitto
Il controsoffitto può offrire diversi vantaggi, soprattutto in relazione alle funzioni per cui è costruito e conseguentemente anche ai materiali e ai metodi utilizzati per realizzarlo:

  • isolamento termico, grazie alla camera d’aria che si viene a creare tra il soffitto e il controsoffitto stesso e in secondo luogo ai materiali utilizzati
  • isolamento acustico, anche qui a seconda del materiale utilizzato, che dovrà essere sicuramente fonoassorbente
  • resa estetica, per celare collegamenti orizzontali di qualunque tipo tra un punto e l’altro di un ambiente o di un’intera abitazione
  • collocazione di impianti orizzontali di qualunque genere
  • ispezionabilità degli impianti molto facile, per una manutenzione a basso costo
  • resistenza al fuoco, la quale dipende dai materiali e dai metodi di realizzazione

Le funzioni del controsoffitto
Un controsoffitto, proprio per le sue qualità costitutive, può assolvere a diverse funzioni, di ordine estetico oppure di ordine pratico:

  • fornire un’illuminazione diversa, puntuale o generale, con faretti o neon, con un effetto particolare derivante da eventuali aperture nella controsoffittatura
  • fornire un isolamento termico, con materiali appositi
  • fornire un isolamento acustico, con materiali adatti
  • nascondere cavi e collegamenti orizzontali tra diverse parti della casa o di un ambiente
  • nascondere l’impianto di climatizzazione, nonché contenere le griglie di diffusione di aria calda o fredda
  • nascondere semplicemente una soffittatura vecchia oppure antiestetica, per esempio con brutte travi a vista
  • creare effetti estetici particolari, come parti curve o sagomate
  • bilanciare visivamente gli spazi, laddove un soffitto troppo alto in certi ambienti risulti eccessivo, come in alcuni corridoi

Un controsoffitto adeguatamente realizzato, può assolvere a tutte queste funzioni contemporaneamente: basta una particolare attenzione ai materiali utilizzati per la realizzazione, magari diversificati per ogni ambiente, alla sistemazione degli impianti e dell’illuminazione, e alla resa estetica finale della soffittatura.

Realizzazione del controsoffitto
Il controsoffitto viene realizzato partendo da una struttura metallica leggera, in alluminio o acciaio, che costituisce un reticolato di base; su tale reticolato vengono poi fissati, incollandoli o avvitandoli o appoggiandoli semplicemente, i pannelli anch’essi leggeri che costituiranno il controsoffitto vero e proprio. Proprio per la sua leggerezza e maneggevolezza, per la duttilità e semplicità di montaggio, il controsoffitto viene utilizzato molto negli interventi di ristrutturazione, recupero e restauro.

I materiali del controsoffitto
I materiali di un controsoffitto possono essere diversi a seconda della sua funzione, ma tutti ugualmente devono essere leggeri e maneggevoli. Il cartongesso è utilizzato quando l’ispezionabilità del controsoffitto non è necessaria né indispensabile spesso.
Per l’ispezione frequente, per i pannelli di rivestimento sono invece utilizzati fibre minerali, lana di vetro, lana di roccia o sughero.
I pannelli in fibre di vetro servono per ottenere l’isolamento acustico e si incollano sia al soffitto, sia al controsoffitto: tra i due strati devono essere lasciati almeno 5 cm di aria.
Pannelli isolanti esistono in commercio con la parte esterna a vista già tinteggiata, in fibre di vetro, fibre di roccia o fibre di legno. Ne esistono anche in gesso, solitamente più costose e con decorazioni in rilievo, e in metallo, con l’applicazione di un materassino isolante applicato nella parte interna.

Se i pannelli non sono già tinteggiati, oppure se non si vogliono rivestire con tappezzeria nel caso siano di compensato o paniforte, è possibile poi intonacarli con qualunque tipo di intonaco, come il resto della stanza oppure di un colore diverso. Infine, se l’obiettivo è un’illuminazione particolare, esistono anche i cosiddetti controsoffitti luminosi, costituiti da lastre di vetro opalescente oppure da lastre di materiale plastico translucido, come il perspex. Sopra alle lastre saranno poi collocate le luci o i tubi fluorescenti, per creare un effetto suggestivo e particolare.

La struttura portante del controsoffitto
La struttura portante del controsoffitto, cioè quella che tiene i pannelli all’altezza giusta dal soffitto vero e proprio, è costituita da profili di metallo fissati al soffitto mediante tiranti. Per soffitti di ampie superfici, è necessaria una doppia struttura, con un’orditura principale e un’orditura secondaria.

I pannelli del controsoffitto
I pannelli standard da applicare al controsoffitto sono larghi 120 cm e hanno una lunghezza variabile. Lo spessore di pannelli standard può essere di 6 o di 25 millimetri, mentre per creare profili curvi si usano pannelli con spessori inferiori. La composizione dei materiali per i pannelli, che di base presentano solitamente una lastra di gesso con due strati di cartone d’armatura, varia a seconda della destinazione d’uso del controsoffitto e dell’ambiente in cui è collocato: per bagni e cucine ad esempio, si utilizzano additivi per ridurre l’assorbimento dell’acqua, mentre particolari fibre minerali rendono il tutto resistente al fuoco.

Cosa dice la legge sul controsoffitto
Dato che il controsoffitto proprio per la sua natura, abbassa l’altezza complessiva di un locale, occorre che l’altezza finale non sia inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.
Considerando che un controsoffitto potrebbe raggiungere altezze anche di parecchi centimetri, in relazione alla funzione del controsoffitto stesso (ad esempio se ospiterà l’impianto di climatizzazione, il controsoffitto sarà piuttosto alto), occorre che i locali dove lo si vuole realizzare siano già abbastanza alti.
Le normative relative all’altezza dei locali infatti, determinano che un ambiente abitabile debba avere un’altezza di almeno 210 cm. Questo è comunque un dato generale, che varia da un comune all’altro. Occorre quindi informarsi presso l’Ufficio Tecnico del proprio Comune, prima di iniziare un lavoro di controsoffittatura, per capire se è possibile realizzarlo.

Una volta iniziati i lavori, occorrerà mandare una D.I.A., Dichiarazione di Inizio Attività all’Ufficio Tecnico del proprio Comune e a lavori realizzati una comunicazione all’Ufficio Catastale, per l’avvenuta modifica nella cubatura dell’abitazione.

Tagli di luce per il controsoffitto
Per ottenere effetti di luce accoglienti e suggestivi, si possono utilizzare faretti incassati appunto nella controsoffittatura, nei punti che si vogliono illuminare meglio, oppure si possono utilizzare tubi fluorescenti al neon, inseriti nel vano del controsoffitto, la cui luce fuoriesca in modo omogeneo e uniforme da alcuni “tagli” ricavati nei pannelli: di forme geometriche o curvi, a distanze regolari oppure no, questi tagli risulteranno la fonte principale di luce dei vostri ambienti, conferendo anche al soffitto stesso un aspetto davvero insolito e personalizzabile.

Controsoffitti fai-da-te
In commercio esistono pannelli ed elementi pensati appositamente per una posa facile, da eseguire da soli; il montaggio di tali prodotti è simile a quello dei pannelli in cartongesso, più semplici e veloci da fissare. Una volta installati, i pannelli vanno trattati come l’intonaco e pitturati secondo il gusto dell’ambiente in cui si trovano.

Dove mettere il controsoffitto
Spesso il controsoffitto viene utilizzato anche per spezzare visivamente uno spazio considerato troppo grande e dispersivo: è il caso ad esempio dei lunghi corridoi o dei disimpegni, che con un soffitto troppo alto, danno l’idea di uno spazio troppo grande e poco utilizzato.
Il controsoffitto poi, per ragioni di isolamento termico e di isolamento soprattutto acustico, può essere installato nelle camere da letto, soprattutto quando si trovano ai piani inferiori rispetto ad altri appartamenti con abitanti piuttosto rumorosi.

Per ottenere invece un’illuminazione suggestiva e avvolgente, la controsoffittatura è veramente indicata per il soggiorno o per il living: faretti puntati su zone ben precise, oppure illuminazione generale regolabile ed espansa da tagli di luce inseriti ad arte nel soffitto, rendono l’ambiente giorno accogliente e adattabile a diverse funzioni, per esempio non solo all’accoglienza degli ospiti, ma anche alla visione della tv, alla lettura o allo studio.
Se invece il controsoffitto è utilizzato per nascondere collegamenti e impianti di climatizzazione, allora lo si può realizzare in tutti gli ambienti di una casa e nelle varie zone specifiche si possono utilizzare soluzioni diverse: dove è necessario aprire per ispezionare gli impianti è bene utilizzare materiali leggeri e facilmente spostabili, nella zona giorno sarebbe l’ideale inserire anche l’illuminazione adeguata, in camera da letto invece aggiungere pannelli fonoassorbenti.

Per quanto riguarda l’ispezionabilità di un impianto celato da controsoffitto, il consiglio è quello di contrassegnare in modo molto discreto, ma riconoscibile, quali sono i pannelli che è possibile spostare per l’ispezione, magari tenendone traccia anche sulla pianta della casa con appositi segni colorati, questo per rendere il lavoro utile e semplice anche a chi eventualmente abiterà in quella casa dopo di noi: rendere ispezionabile un controsoffitto con impianti, senza poi sapere dove andare ad aprire, potrebbe significare dover soppiantare tutti o gran parte dei pannelli del controsoffitto stesso, rendendo vano un lavoro accurato.